Parlare di copywriting in senso generico, è come voler cercare un ago in un pagliaio. Mai espressione fu più coerente con il concetto in questione. Perché ti sto dicendo questo? Semplice, il copywriting è un argomento vastissimo e il più delle volte viene preso troppo alla larga. Al contrario, secondo me, bisognerebbe essere molto più specifici quando si parla di scrittura per il web.

 

Nell’ultimo anno, ho avuto modo di seguire il lavoro di grandissimi professionisti. Ho investito tempo ed energie, ho stalkerato costantemente quelli che reputo essere dei “mostri” del digitale e ho imparato che, affermare di lavorare come copywriter non vuol dire assolutamente niente.

 

Il web copywriting è una macro area, in cui molti di noi operano. Sappiamo che i contenuti sono fondamentali e quindi abbiamo deciso di investire tutta la nostra formazione in merito.

 

La verità, però, è che far parte di una macro area del copy, non può bastare. Devi settorializzare il tuo mestiere, specializzarti in qualcosa in particolare. Insomma, devi investire nel copywriting di nicchia, a mio modesto parere.

 

A questo proposito, ho cominciato a leggere tanto, ad approfondire e a sperimentare. Volevo capire in cosa ero particolarmente portata in merito alle mie capacità di copy.

 

Qualche mese fa, ho messo su un progetto insieme ad un mio collega. Di che si tratta? Di un vero e proprio progetto editoriale. In realtà è iniziato per gioco ed è diventato un’idea concreta da pochissimo. Come tutti i grandi sogni, anche questo richiede tanta strada ma non ci spaventa.

 

Ho avuto la possibilità di unire la mia passione per la scrittura, la poesia e i racconti, a quella di perseguire un obiettivo lavorativo. Scrivere per me, è abbastanza naturale. Non impiego molto tempo a formulare dei concetti, più che altro è la fase di revisione e correzione che mi porta via moltissimo tempo. Rileggo i miei contenuti almeno 10 volte. Cambio la struttura del post per altre 10 volte e poi, finalmente, lo pubblico.

 

Piacere e Piacersi: molto più di un progetto di copy

 

 

Piacere e Piacersi, diversamente da un blog normale, è un contenitore di testi, poesie, racconti d’amore, racconti erotici, news e tanto altro. Il tema centrale è l’amore verso se stessi: impara ad amarti e ad amare.

 

Sembra un concetto piuttosto astratto, ma secondo me in una società dove la protagonista è l’apparenza, supportata principalmente dal numero di like ad una foto, bisogna un attimo fare un passo indietro.

 

Curando questo progetto, ho avuto modo di rapportarmi a donne dai 25 ai 55 anni di età, che palesemente hanno necessità di essere ascoltate e di imparare ad amarsi di nuovo. Tutta la comunicazione di Piacere e Piacersi è incentrata su questo.

 

Ogni poesia, pensiero e parola è rivolta all’amore. Mi sono resa conto che il mio lavoro poteva essere un modo per parlare alle persone, alle donne in particolare. Le persone hanno bisogno semplicemente di qualcuno che gli dia coraggio.

 

In questo senso sto settorializzando le mie capacità di copywriter, in quanto non utilizzo un modo di comunicare formale ma molto vicino a queste donne. Mi vesto dei loro panni, cerco di capirle. La sorpresa maggiore è stata quando stesso le nostre utenti, si sono sentite libere di mandarci i loro racconti e le loro poesie.

 

Era esattamente questo quello che desideravo. Volevo che lo spazio Facebook e poi quello del sito internet, sviluppato ad hoc, diventassero un “luogo libero” dove poter parlare esplicitamente di sogni, di amore, di passione e di erotismo.

 

Con mia grande sorpresa, ho scoperto che scrivere di sesso, amore e passione mi viene particolarmente naturale. L’aspetto che più mi ha lasciata senza parole è che alle persone, piace proprio tanto leggere racconti erotici.

 

Probabilmente questo accade anche perché stesso io sono una sentimentale, una che non smette mai di sperare e sognare. Scrivere di amore ed erotismo mi fa sentire a mio agio con la tastiera.

 

…da qui una bella riflessione sul mio lavoro di copy

 

Se scrivi “come diventare copywriter o come scrivere un articolo in ottica SEO”, vedrai che i risultati della SERP ti mostreranno tanti di quei contenuti in merito, che non saprai da dove iniziare a leggere.

 

Chiaramente i blog autorevoli sono pochi, secondo me. Quelli che sanno trattare l’argomento senza annoiare il lettore o spaventarlo non sono molti.

 

Stesso io mi reputo noiosa e severa quando parlo di copywriting puro. Ecco perché qui voglio parlare di copywriting emozionale, creativo, sentimentale, insomma non volto alla mera vendita.

 

 

Ti racconto un’esperienza della mia vita che non tutti conoscono.

Anni fa ho seguito un corso di vendita. Ero stata presa a lavorare in una grande azienda come rappresentate. Ero discretamente portata devo dire. Entravo nel negozio in questione e la presa di appuntamento per me era proprio facile.

 

Quando, però, si arrivava al momento di mostrare i numeri al potenziale cliente, scivolavo su di una buccia di banana. Mi mancava la parte “business woman”, quella in grado di guardare dritto negli occhi il mio cliente senza timore, illustrandogli i vantaggi economici. Ero una vera “pippa” se si trattava di parlare di numeri.

Cosa mi mancava allora? La sicurezza rispetto a quello vendevo.

Oggi, invece, del mio lavoro sono sicura. Sono consapevole di quello che so fare e non temo la concorrenza. Non perché sono più brava di loro. Assolutamente no.

 

Reputo di dover ancora studiare tanto ma quello che so, è che le parole possono essere un ottimo strumento di potere, se usate bene. Io sto imparando ad usarle con criterio. Il mio lavoro mi obbliga a farlo.

 

Curare Piacere e Piacersi, mi obbliga a fare un passo indietro sulla mia formazione di marketing. Parlare alle persone, ad un target specifico, vuol dire entrare nella loro testa, comprendere le loro aspettative, i loro dubbi e le loro speranze.

 

In realtà, quello che sento spesso affermare dai grandi professionisti del settore è proprio questo concetto: “Devi entrare nella mente dell’utente”.

 

David Ogilvy affermava: “La consumatrice non è una cogliona. È tua moglie”. In pratica, trattare l’utente come fosse un bambino o spiegargli i concetti con sufficienza, non tenendo conto della sua possibile personalità, è un errore imperdonabile per chi si occupa di copy.

 

In questo senso il copywriting può diventare settoriale. Tutti i copywriter sanno parlare al loro target, ma un errore che noto spesso in molti copy, è quello di generalizzare la comunicazione. Stesso io ho impiegato molto tempo prima di capire che è necessario mettere molto della propria personalità in un articolo.

 

Anche in un altro caso, con un mio cliente, ho fatto un esperimento con la sua community di Facebook. Per un periodo ho pubblicato articoli emozionali, raccontato storie, portato esempi di persone ed esperienze reali.

 

Non me le sono inventate, ho fatto ricerca. Ho consultato vari forum in merito all’argomento e ho letto molti interventi di persone che avevano fatto quella precisa scelta di acquisto. Il tasso di engagement per gli articoli di questo tipo è stato del 50% più alto, rispetto a quelli informativi.

 

Cosa ne ho ricavato come pensiero? Che se vuoi scrivere per lavoro, devi imparare a parlare con te stesso, prima di tutto. Le regole certo sono fondamentali, così come anche non sottovalutare mai l’intelligenza del nostro utente, ma devi andare oltre.

 

Attenzione però, la mia non è una verità assoluta. Chiaramente i miei sono studi su casi reali, ma rappresentano una percentuale del totale degli utenti che leggono i miei blog.

 

Tu devi fare i tuoi di esperimenti, sul tuo target. Utilizzare sempre un copywriting emozionale o fare storytelling, non è la risposta vincente per tutti i clienti. Devi capire come comunicare con il tuo di target.

 

Quello che però voglio dirti è che curare un blog, scrivere delle lettere di vendita è un’attività che non può essere basata solo su criteri tecnici (grammatica, SEO e formattazione). Anche per gli articoli informativi o quelli che devono risolvere un problema, devi entrare nella mente di chi sti sta leggendo.

 

Questo è il punto dolente del copywriting: si scrive di tutto, si affrontano tanti argomenti diversi e si diventa esperti di infissi o di scarpe, in meno di un mese.

 

Probabilmente, quello che bisognerebbe fare è stringere il campo del proprio lavoro. Anche se all’inizio si perde qualche cliente, non fa niente. Meglio pochi ma redditizi. Specializzarsi in un ambito del copywriting, serve proprio a renderti unico sul mercato.

 

La comunicazione con se stessi è la chiave di tutto. Impara a comunicare con te stesso ogni giorno di più. Esci, non vivere attaccato al computer.

 

Il nostro è un lavoro creativo e il mondo è un ottimo punto di partenza per farti ispirare. Guardati sempre intorno, confrontati con il resto delle persone. Vedrai che sapranno aiutarti a scrivere meglio.