Nel tempo libero (davvero poco – ahimè) mi diletto a buttar giù qualche riga, ad esternare un po’ di emozioni e sentimenti grazie alla scrittura, e “Fare bene” ne è il risultato.

Avete presente quando una stanza è troppo stretta per voi ma vi piace tanto? È proprio questa la situazione che quotidianamente vive Luca, un giovane ambizioso che per realizzarsi ha bisogno di lasciare i propri affetti e – forse – i propri valori, in cerca di fortuna. Altrove.

Passioni, sogni, amori e storie. Tutto in un continuo vortice di ricordi che invadono i pensieri del Ministro Rinaldi alle prese con un presente ingombrante che lo allontanano da ciò che più ha amato e con pesanti dubbi che come macigni mettono in dubbio l’unica vera e grande relazione della sua vita.

Cornici dai contorni medievali fanno da teatro alle aspirazioni di un’umile famiglia di montagna che nutre per il loro unico figlio, che lotta contro il tempo per realizzarsi, per emergere e fuggire via con intorno a se le paure di un adolescente cresciuto troppo in fretta. Fare bene, questa la sua filosofia. Chissà se ci riuscirà. L’autore ha poche pretese, nulla desidera di diverso che raccontare una storia. Autobiografia o romanzo? Cosa importa? In fondo tutti abbiamo bisogno di storie. Non credete?

 

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